Area per lo Studio della Didattica Collettiva e della Museologia dell'ISTITUTO I.S.U.
                            




ISTITUTO I.S.U.
Una strada meravigliosa, senza capolinea o perché. Riflessioni di un curioso in pantofole e canotta.
data: 23.04.2008
codice di riferimento: 0804230952
autore: Fabio Lauri
commenti: 00
versione .PDF

Mi unisco con grande piacere e solidarietà, allo stato d'animo del nostro gentile anfitrione, in mutande e con i piedi in ammollo nell’acqua fredda e limacciosa. Entrambi ci troviamo, quasi inconsapevoli compagni di viaggio, narici ed orecchie frementi, con gli occhi spalancati rivolti all’insù. La facciata del famoso museo, è incombente sulle nostre modeste dimensioni terrene. Ma per quanto mi riguarda, così come credo di intuire per lui, non c’è traccia di sgomento nel mio e nel di lui animo. Anzi. Scoprire che Network Museum sia finalmente operativo in tutto e per tutto, è una grande soddisfazione. Una rassicurante ipotesi di incerta certezza. Di conoscenza indubitabile. “Non so nulla. Ma vedo tutto. O almeno credo”. Questo è il vento magnifico che ingrossa le nostre vele e ci consente di tagliare l’acqua. Mai con forza. Bensì con dinamica e fluida scioltezza.

La scatola, adesso, è aperta. Spalancata sul teatro del mondo. Degli uomini, degli animali, dei minerali, dei vegetali e, perché no, anche dei nostri amici fluidi. Network Museum potrebbe trasformarsi nel nostro affilato machete. Indispensabile compagno nell’intrico insidioso della nebbiosa ed umida giungla del sapere terreno.

La cultura ci strizza l’occhio invitante e disponibile. La libertà di pensare, riflettere, ponderare, osare o rinunciare sarà da ora in poi racchiusa anche in questa palestra virtuale. A me tanto più gradita, in quanto bipede acculturato dilettante. Ma non per questo assai meno pensante o audace.

Interrogarsi sul perché dell’esistenza, non solo è un diritto. A maggior ragione dovrebbe essere visto come un dovere del percorso terreno di ognuno. La risposta finale e definitiva, ammesso che esista, non è obbligatoria. Studiare, leggere, parlare, non devono per forza portare alla conclusione di un tutto. Quasi che “vivere”, potesse essere paragonato ad una sceneggiatura cinematografica. Vivere felici e contenti, non è il senso delle cose. E’ però impensabile supporre che si possa vivere senza STUDIARE. La propria anima, quella altrui, il moto di un oggetto o il divenire di un fenomeno. Uno qualsiasi tra i tanti e tra tutti i possibili. Il progresso, anzi l’atto dell’incerto progredire, della nostra specie animale presunta “sapiente”, è il frutto più succoso e prelibato della nostra pianta preferita. Quella dell’ignoranza. Un’insipienza di tale dimensioni da far si che, quasi per magia, l’essere umano possa compiere prodigi di azione e pensiero quasi miracolosi.

Sfido chiunque a sapere il già citato “perché” e “per come”. Religioni e filosofie, libri, biblioteche e scaffali, non possono nulla. Ma sono a loro modo indispensabili proprio perché non necessari. Guardiamoci negli occhi e sosteniamo, da uomini, il nostro stesso sguardo. Siamo veramente, disperatamente e meravigliosamente soli su questa lurida terra. Ospiti inattesi con il sedere all’aria e le ascelle graveolenti. Quindi e pertanto, cosa di più esaltante potremmo dunque chiedere al libro della natura?

Inseguire le risposte, questo è il vero ed unico segreto della nostra avventura carnale. A soccorrerci, nel momento del bisogno e del terrore, possono arrivare preziosi amici. Un museo, un libro, una pagina, un’immagine, un ricordo, un volto, un odore o una percezione istintiva. Tipicamente animale, sicuramente reale. Ben più di un oggetto o di un’idea riconosciuta da quella famosa MAGGIORANZA. Apparire non è essere. Così come, per fortuna, essere davvero e sul serio, non vuole dire essere percepiti. Essere è sempre e solo un’idea che si faccia azione. Nella realtà indiscussa della pura fantasia od in quella assai più tormentata dell’incerta esistenza, tattile e materiale.

Se non avessimo dalla nostra tutta la cultura accumulata in un milione di anni, oggi non potremmo essere qui. Al punto di partenza. Quello delle domande senza risposta, dei dubbi non fugabili e delle illuminazioni fulminanti ed istantanee. Se non sapessimo, adesso, oggi, ora, non potremmo incominciare a CERCARE. Noi stessi e niente altro.

Per questo, mi permetto di ripetere, sono emozionato come un bambino di fronte al mare. In compagnia del nostro anfitrione e di quanti vogliano affrontare il suddetto MUSEO con l’animo candido di chi, per sua immensa fortuna, NON SA.

Commenti
Di seguito i commenti relativi a questo contributo.
E' possibile inviare contributi e quesiti a quanto presente in questa sezione, utilizzando le procedure descritte nella sezione forum, inserendo nelle comunicazioni sempre il codice di riferimento ed il numero del messaggio, qualora ci si riferisca ad un preciso intervento. I messaggi compariranno in questa sezione ed in quella dedicata al forum.

Al momento non vi sono commenti.

 

 

|  |   |  |
INFOGESTIONE di Gian Stefano Mandrino & C. s.a.s. - sede legale: via Bardonecchia, 93 - 10139 - Torino - Italia - tel.: 0039 - 011 - 3835724
Partita IVA/Codice Fiscale: 07241240014 - REA: 876784
http://www.infogestione.com
- infogestione@infogestione.com
Proprietà intellettuale della società INFOGESTIONE s.a.s.: tutti i diritti sono riservati.