{"id":10315,"date":"2025-09-28T16:26:26","date_gmt":"2025-09-28T16:26:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/?p=10315"},"modified":"2025-11-02T15:02:45","modified_gmt":"2025-11-02T14:02:45","slug":"relazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/2025\/09\/28\/relazioni\/","title":{"rendered":"Relazioni"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"background-image:url(&apos;https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/DISEGNO-BNI.jpg&apos;);background-position:53% 53%;background-size:cover;\" class=\"wp-block-group has-background\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-align-right has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"border-style:none;border-width:0px;border-radius:0px\"><strong><a href=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/2025\/09\/28\/relationships-eng\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/2025\/09\/28\/relationships-eng\/\">English version<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover is-light\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30);padding-top:0;padding-bottom:0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1280\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-10304 size-full\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-1920-2.jpg\" data-object-fit=\"cover\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-1920-2.jpg 1920w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-1920-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-1920-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-1920-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-1920-2-1536x1024.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim-0 has-background-dim\" style=\"background-color:#908578\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-constrained wp-block-cover-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-2 wp-block-paragraph\" style=\"color:#990000\"><strong>La copertina<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-3 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:28px\"><strong>RELAZIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-4 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em>Di Gian Stefano Mandrino<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<p class=\"has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-5 wp-block-paragraph\"><em><em>Ogni cosa viene a taglio, anche le unghie, per mondare l&#8217;aglio. <\/em><\/em><br><em><em>(Traduzione di un antico proverbio ligure)<\/em><\/em><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<p class=\"has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-6 wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-background\" style=\"background-color:#f9f9f7;background-image:url(&apos;https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/SFONDO-PER-FOCUS-1.jpg&apos;);background-position:55.00000000000001% 55.00000000000001%;background-size:cover;\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<p class=\"has-drop-cap has-text-color has-link-color wp-elements-7 wp-block-paragraph\" style=\"color:#000000;font-size:16px\">La vita \u00e8 relazione, almeno a parer mio. Me lo sono chiesto come ricercatore e come uomo da oltre quaranta anni. La vita \u00e8 relazione: forse \u00e8 la cosa pi\u00f9 evidente tra tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere, in ogni suo aspetto, in ogni sua dimensione, in ogni ingrandimento dei suoi componenti, in ogni comportamento degli attori di questo fenomeno. Da come si formano le molecole a come provochiamo le guerre, attivit\u00e0 in cui la nostra specie eccelle da sempre, tutto \u00e8 relazione.<br><br>La questione \u00e8 definire cosa sia una relazione e come mai mi sia venuto in mente questo argomento per il mio tedio mensile da indirizzarvi, come se non bastasse il tema dell&#8217;anno: cosa sia un museo intelligente.<br><br>A proposito del citato tema: cosa ha a che vedere il concetto di relazione con quello di intelligenza, soprattutto se riferito al sistema museale?<br><br>Mi spiego attraverso la narrazione di un fatto accadutomi una decina di anni fa. Mi trovavo in una quadreria dell&#8217;Italia del nord, in occasione di una mostra di arte contemporanea, di quelle che fai proprio fatica, malgrado la buona volont\u00e0 invocata in quantit\u00e0 industriale, a coglierne messaggio, senso, logica, espressione, assistenza didascalica. Ebbi l&#8217;infelice idea, forse in preda a depressione da esposizione o a smarrimento da autoreferenzialit\u00e0, di rivolgermi ad una assistente di sala, chiedendole un parere su quanto esposto, ma senza poter esprimere tale intento. Con fare burbero, al limite della buona creanza, ma certamente privo di urbanit\u00e0, mi rispose , neppure fosse una delle guardie militari di sevizio in quei teatrini, che ogni capitale esibisce ai turisti davanti a palazzi istituzionali, che non le era concesso parlare. Sono uscito, ovvero ho interrotto il mio tentativo di creare una relazione. Permettere o meno il diritto di &#8220;comunicare&#8221; sul posto di lavoro in presenza dei fruitori di un servizio appena acquistato, se non per gravi motivi di sicurezza, \u00e8 una prassi che trovo discutibile sotto molti punti di vista. Il siparietto antipatico, appena esposto, che dopo molti anni ricordo ancora, mi sar\u00e0 utile per condividere una serie di approfondimenti tra relazioni, vita, musei ed intelligenza.<br><br>Possiamo interpretare tale comportamento, quello dell&#8217;operatrice di sala, intendo, come la palese ed istituzionalizzata negazione della volont\u00e0, da parte del museo, di instaurare una relazione con i propri visitatori (di frequentatori non si pu\u00f2 certo parlare, visto le premesse). Intendiamoci: ammesso e non concesso che la funzione della signora in questione fosse esclusivamente la &#8220;guardia&#8221; alle opere, ci\u00f2 non toglieva l&#8217;obbligo di usare modi adeguati, per dichiarare la consegna del silenzio, per quanto militaresca e bislacca: forse un avviso in biglietteria avrebbe potuto evitare problemi. Negare ogni forma di relazione &#8211; comunicazione tra visitatore ed istituzione \u00e8 negare l&#8217;etimologia stessa della parola &#8220;intelligenza&#8221;. Negare anche solo quel puerile moto nel cercare di leggere pi\u00f9 nitidamente ci\u00f2 che si vede, ci\u00f2 che \u00e8 mostrato, attraverso un altro, che si presume possieda una prospettiva pi\u00f9 acuta per la circostanza, \u00e8 abortire ogni possibilit\u00e0 di contatto e di relazione con il pubblico. Pensate le implicazioni e la frustrazione: dover ricorrere a meccanismi elettronici o alla costosissima carta stampata, per cercare di giungere a soddisfare anche una banale sensazione, per quanto ridicola, personale, da rozzo ignorante, ripugnante forse, senza, peraltro, poter raggiungere tale scopo, rimanendo, cos\u00ec, in quel limbo di sospensione tra l&#8217;apparire e l&#8217;essere, tra il presunto ed il desunto. Non ho mai letto un catalogo dotato di cotanto dono di critica, cos\u00ec come devo ancora ascoltare una audioguida dotata di tanta empatia. Tornando a quel moto di contatto, a quel desiderio di relazione, posso assicurare, quindi, che il quesito non avrebbe trovato puntuale destinazione se non agli orecchi di una altro essere umano, consapevole dell&#8217;argomento. Era, infatti, il tentativo di comprendere se, vista la fatica di rendersi ragione di quanto esposto, l&#8217;idiota fossi io o se, qualcuno mi poteva soccorrere dall&#8217;autodenigrazione, con un semplice &#8220;Non si preoccupi, non \u00e8 il solo. Altri hanno trovato difficolt\u00e0, ma la indirizzo ad una mia collega, che potr\u00e0 fornirle utili consigli&#8230;&#8221;. Non poteva, l&#8217;assistente di sala, conoscere il contenuto del mio tentativo di comunicazione, poich\u00e9 la sua consegna mi ha impedito ogni espressione: dovevamo (in una quadreria deserta) solo stare in silenzio, anzi, zitti! Il dubbio sulla mia scarsit\u00e0 intellettuale ha continuato ad affliggermi, divenendo ora una delle poche certezze, che possa vantare. <br><br>Non permettere certi comportamenti, senza cercare di capirli, non solo non \u00e8 intelligente, per tutte quelle ragioni etimologiche citate da me molte volte in queste pagine, ma \u00e8 procurare la morte al museo stesso. Troncare le relazioni, non prevederle, non organizzarsi per gestirle e per farsi guidare dalle stesse nelle crescita della stessa evoluzione dell&#8217;istituto \u00e8 procurare l&#8217;estensione del museo stesso. <br><br>Mi sovviene quel non senso circa la comunicazione, utilizzato da tanti autori, che dichiarano di non parlare se non attraverso la propria arte.<br><br><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/400-500-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10306\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/400-500-1.jpg 400w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/400-500-1-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">fonte: Archivio Network Museum<br>propriet\u00e0 intellettuale INFOGESTIONE s.a.s.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-8 wp-block-paragraph\" style=\"color:#000000;font-size:16px\">Bene, non ci resta che giustiziare, quindi, chiunque non veda, non senta bene e quella moltitudine di idioti, me compreso, di cui il mondo certamente non difetta. Pensare che l&#8217;opera sia pure capolavoro didascalico \u00e8 veramente cosa quantomeno avventata. \u00c8 come sostenere l&#8217;inutilit\u00e0 delle scuole, di un sistema educativo e, di nuovo, del museo stesso. <br><br>In anteprima, ma da tempo presente sul sito istituzionale di INFOGESTIONE, da qualche giorno rinnovato (e tutto a colori!), sono lieto di poter indicare nella pagina del sito riservata alla ricerca (<a href=\"https:\/\/www.infogestione.com\/research\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.infogestione.com\/research\/<\/a>) alcuni protocolli di ricerca circa le applicazioni di intelligenza artificiale (ed umano buon senso naturale) nella gestione dei singoli rapporti con i visitatori a partire dai siti delle istituzioni museali stesse.<br><br>Parafrasando le parole di un pontefice romano, a me assai caro, sono giunti i tempi del &#8220;museo in uscita&#8221;. La capacit\u00e0 di indicare un canale, a cui rivolgersi per originare un rapporto, stanno al concetto di istituzione in grado di percepire gli orientamenti e di intervenire nel processo di formazione continua, come la leva di Archimede sta all&#8217;intelligenza artificiale. Ecco una delle evoluzioni della ragione d&#8217;essere museale, avvolta, sovente, tra nebbie vasariane e vette narcisistiche: essere entit\u00e0 in grado di percepire il fabbisogno culturale degli individui, rispondendo non solo con servizi di didattica espositiva, ma con tutto possa essere di utilit\u00e0 alla esigenza di adeguamento e di ricerca della consapevolezza esistenziale di tutti e ciascuno. Una volta si iniziava un mestiere e si terminava con la pensione. Il sistema era relativamente semplice. Ora le variabili sono esponenzialmente aumentate, in ogni aspetto della nostra esistenza. Ci\u00f2 che siamo diventati a venticinque anni, dopo dieci potrebbe essere completamente diverso. Dopo la scuola, il sistema universitario, qualche raro caso di aggiornamento professionale, pi\u00f9 o meno cogente, non rimane forse il sistema museale come baluardo ed alleato di esistenze chiamate a varie espressioni in una vita sola ed a dare significato esistenziale e di consapevolezza a tutto ci\u00f2? Ecco l&#8217;insostenibile gravit\u00e0 di mantenere un sistema culturale autoreferenziale, adiabatico e, troppe volte, utile a parcheggiare risorse che, forse, in qualche altro contesto, sarebbero assolutamente inutili. Ecco l&#8217;insostenibile miopia nel non saper neppure dare una definizione adeguata ad una delle poche risorse strategiche a disposizione del consorzio umano: la cultura, intesa non come titolo abilitante o sfoggio salottiero, ma come capacit\u00e0 di adozione di strategie per la sopravvivenza, che, se condivise, diventano identit\u00e0 culturale.<br><br>In conclusione ancora una riflessione. Possiamo toccare con mano, via via che i mesi trascorrono, che scegliere come tema del mese il quesito su come possa essere un museo intelligente, appare meno stravagante, ora che dall&#8217;etimologia del suo termine lo stesso concetto ci sta indicando la sua intima parentela con la vita stessa. Forme e contenuti altro non sono che la capacit\u00e0 di una unica essenza, la vita, di propagarsi tra le sue stesse epifanie, anzi, di esserne in tal modo generatrice: Pascal e Dirac, forse approverebbero.<br>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><em>\u00a9 Copyright Infogestione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-9 wp-block-paragraph\"><strong>Coordinates of this page, sources, links, and further insights<\/strong><br><strong>Coordinate di&nbsp;questa&nbsp;pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><em>Title\/Titolo:<\/em> Relationships&#8221;\/&#8221;Relazioni&#8221;<br><em>Section\/<em>Sezione<\/em>:<\/em> &#8220;La copertina&#8221;<br><em>Author<\/em>\/<em>Autore:&nbsp;<\/em>Gian Stefano Mandrino<br><em>Guest<\/em>\/<em>Ospite:<\/em> &#8211;<br><br><em>Code<\/em>\/<em>Codice: <\/em>INMNET2507211705MAN<br><em>Last update<\/em>\/<em>Ultimo aggiornamento:<\/em> 28\/09\/2025<br><em>Online publication: 6th season, 21 July 2025<\/em>\/<em>Pubblicazione in rete:&nbsp;<\/em>6\u00b0 stagione, 21\/07\/2025<br><br><em>Intellectual property<\/em>\/<em>Propriet\u00e0 intellettuale:<\/em> INFOGESTIONE s.a.s<br><em>Content source<\/em>\/<em>Fonte contenuti:&nbsp;<\/em>INFOGESTIONE &#8211; Network Museum<br><em>Image source<\/em>\/<em>Fonte immagini:<\/em> INFOGESTIONE &#8211; Network Museum<br><em>Video and multimedia content source<\/em>\/<em>Fonte video e contenuti multimediali:<\/em> &#8211;<br><br><em>Links for further insights related to the topic<\/em>\/<em>Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema:<\/em> &#8211;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo editoriale esplora il concetto di relazione come struttura fondamentale della vita e della cultura. Attraverso esperienze personali e riflessioni filosofiche, l\u2019autore sostiene che tutto\u2014dalla formazione delle molecole alla guerra\u2014\u00e8 modellato da dinamiche relazionali.<\/p>\n<p>Il testo collega questa idea al contesto museale, interrogandosi su come le istituzioni favoriscano o ostacolino le relazioni con il pubblico. Un episodio chiave racconta il fallimento di un tentativo di dialogo con un\u2019assistente di galleria, che per regolamento non poteva parlare. Questo silenzio istituzionale diventa simbolo di una pi\u00f9 ampia mancanza di intelligenza relazionale.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019autore, la vera intelligenza museale risiede nella capacit\u00e0 di riconoscere e rispondere ai bisogni culturali ed esistenziali delle persone\u2014non solo attraverso servizi didattici, ma tramite contatto umano, empatia e supporto adattivo. I musei, in questa visione, sono alleati delle vite in trasformazione, offrendo significato e compagnia in un mondo di identit\u00e0 mutevoli.<\/p>\n<p>L\u2019articolo si chiude con un invito a ridefinire la cultura non come ornamento elitario, ma come strategia di sopravvivenza condivisa, radicata nella relazione. L\u2019intelligenza, in questo senso, \u00e8 per sua natura relazionale\u2014e i musei devono evolversi di conseguenza.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-10315","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-la-copertina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10315","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10315"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10953,"href":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10315\/revisions\/10953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}