{"id":11526,"date":"2025-12-16T11:50:38","date_gmt":"2025-12-16T10:50:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/?p=11526"},"modified":"2025-12-17T16:00:50","modified_gmt":"2025-12-17T15:00:50","slug":"dimensioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/2025\/12\/16\/dimensioni\/","title":{"rendered":"Dimensioni"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"background-image:url(&apos;https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/INMNET2512161130MAN-03-1.jpg&apos;);background-position:51% 50%;background-size:cover;\" class=\"wp-block-group has-background\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-116b8a19 wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"border-radius:0px;min-height:95px;margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30);padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">\n<p class=\"has-theme-palette-9-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#990000\">La copertina<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30);padding-top:0;padding-bottom:0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"810\" height=\"1440\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-11561 size-full\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/INMNET2512161130MAN-03.jpg\" data-object-fit=\"cover\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/INMNET2512161130MAN-03.jpg 810w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/INMNET2512161130MAN-03-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/INMNET2512161130MAN-03-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/INMNET2512161130MAN-03-768x1365.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px\" \/><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim-0 has-background-dim\" style=\"background-color:#777777\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-constrained wp-block-cover-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-2 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:28px\"><strong>DIMENSIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Gian Stefano Mandrino<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<p class=\"has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-3 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:18px\">Morte, conoscenza, vita: tutto ci\u00f2 mi affascina, se non fosse per il disgusto verso l&#8217;ignoranza di molti della mia specie, che in un milione e mezzo di anni non sono riusciti ad avanzare oltre la morte, preparandola, di generazione in generazione, con strumenti sempre pi\u00f9 sofisticati e perversamente utilizzati. <\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<p class=\"has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-4 wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-background\" style=\"background-color:#f9f9f7;background-image:url(&apos;https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/INMNET2512161130MAN-04-BN-SFONDO.jpg&apos;);background-size:cover;\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<p class=\"has-drop-cap has-text-color has-link-color wp-elements-5 wp-block-paragraph\" style=\"color:#000000;font-size:16px\">Questo mio nuovo editoriale, che apparir\u00e0 durante il periodo delle festivit\u00e0 di fine e di inizio di anno, si ricollega per certi aspetti alla scorsa copertina ed \u00e8 riflessione sul tema dell&#8217;anno dedicato alla intelligenza museale.<br><br>Cosa accade durante una visita ad un museo? A parte il fatto di non essere un argomento molto praticato, cosa intercorre tra l&#8217;osservatore e l&#8217;osservato, tra il percipiente ed il percepito?<br>Non scomodiamo, per il momento, le neuroscienze, rimaniamo nell&#8217;ambito della &#8220;filologia museale&#8221;, a livello di macrosistema &#8220;cogni-percettivo&#8221; o, per essere coerenti con la nostra &#8220;Teoria della Configurazione&#8221;, di cui anche per questa stagione continueremo a condividere i progressi attraverso la sezione &#8220;Ricerca&#8221;, chiediamoci, per\u00f2, cosa possa accadere nella configurazione del visitatore. <br><br>Immaginiamo un piano, una superficie su cui collocare con l&#8217;immaginazione ci\u00f2 che ci raffiguriamo della nostra vita. Entriamo, durante queste vacanze di Natale, in un museo con ancora il gusto della marmellata sul burro, del cappuccino e del mix spremuta di arance\/dentifricio dell&#8217;ultima salita in camera prima di uscire dall&#8217;albergo. <br>Su questo nostro &#8220;piano di ricordi re-immaginati&#8221; forti sono ancora le proiezioni delle sensazioni e delle immagini della nostra colazione, per esempio, delle carezze scambiate con il nostro partner nel dolcissimo poltrire nel letto della camera d&#8217;albergo, della cerimonia della vestizione dei pargoli, gi\u00e0 svegli ed eccitatissimi per aver dormito da soli in una stanza con frigo e tv a disposizione. <br><br>La prima bacheca espone la sezione di un corpo, oppure una bandiera di guerra ancora macchiata di sangue, oppure passiamo su di un pavimento, che ci racconta che proprio vicino a casa nostra un tempo costruivano motori di aerei e camion; nella sala accanto, in posa dal 1700, esponenti della nobilt\u00e0 genovese vi guardano come chi sapesse di essere guardato e desiderasse, quasi certo, che tutto ci\u00f2 durasse per sempre. <br><br>Cosa accade veramente, al di fuori di noi e dentro di noi? Ripeto: non limitiamoci ai processi neurologici, alle varie aree cerebrali attivate, alla produzione ed alle risposte ingenerate da neurotrasmettitori e molecole di varia entit\u00e0, perch\u00e9 potrebbe essere, in questo caso, limitativo, in quanto necessiteremo di ulteriori approfondimenti nella scala delle grandezze quantistiche, per esempio, tali da permettere una lettura ancora diversa, ma non ancora conosciuta, al momento.<br><br>In realt\u00e0 (anche se stona un poco iniziare questo periodo con questo termine, ancora pi\u00f9 sfuggente nel presente contesto), possibilit\u00e0 o meno di variare la scala di esplorazione, l&#8217;unica cosa a non esistere pi\u00f9, o meglio di cui non avrebbe molto senso parlare, siamo appunto &#8220;noi&#8221;, che stiamo visitando il museo. <br>\u00c8 una delle tante epifanie della morte, che non si manifesta solamente nei musei: \u00e8 sempre ed ovunque presente, ma in certi luoghi si fa pi\u00f9 &#8220;palpabile&#8221;, pi\u00f9 concreta, rendendo proprio meno &#8220;reali&#8221; noi stessi. <br><br>Diventiamo come un grande &#8220;incrocio&#8221; (i colleghi che vanno pazzi per coniare termini simil-anglofoni direbbero degli &#8220;hub&#8221;), come se, improvvisamente, il piano del quotidiano descritto prima, venisse intersecato da millanta altri piani, che forse non riusciamo a percepire, se non per una sorta di riverbero, di retrogusto, di confusi stati d&#8217;animo, di turbinii di immagini e suoni all&#8217;interno di noi. Non riusciamo, in realt\u00e0, a collocare tutto ci\u00f2 sul piano del nostro quotidiano, ma avvertiamo, se non la presenza, la necessit\u00e0 di quegli ulteriori piani, che si intersecano o si compenetrano, rendendo quello della nostra quotidianit\u00e0 e quello della nostra istintivit\u00e0 (pensate ai continui riferimenti alla sessualit\u00e0 tipici dei maschi della nostra specie, che, per molti, costituiscono un piano a s\u00e9) in un certo senso inidonei, superati.<br><br>Se non servissero ad altro, i musei avrebbero tra le peculiarit\u00e0, la capacit\u00e0 di catalizzare l&#8217;insorgere di nuovi piani di proiezione, che, se alimentati da informazioni, ragionamenti, stati d&#8217;animo ed interazioni con varie espressioni energetiche (per esempio si pensi al lavoro di uno studioso), costituiscono le soglie di vere e proprie dimensioni. Quello che in arte si identifica come pathos, si va ad &#8220;epifanizzare&#8221; in forme e modalit\u00e0 sempre pi\u00f9 coinvolgenti sino ad interessare abitudini, stili di vita, professioni, ricerche e confessioni esistenziali.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-6 wp-block-paragraph\" style=\"color:#000000;font-size:16px\">In questi giorni molti visitano, e chiss\u00e0 perch\u00e9, rappresentazioni della nascita di Ges\u00f9 Cristo, ideate da San Francesco di Assisi, che forniscono una istantanea di quell&#8217;evento secondo il racconto dei Vangeli, della tradizione ecclesiastica e popolare. Perch\u00e9? In un\u2019epoca in cui la teologia era astratta e distante, Francesco volle riportare la fede alla sua radice: la semplicit\u00e0 della nascita di Cristo. Eppure quanti pregano davanti a questa scena! Quanti di fronte ad espressioni artistiche, di argomento religioso o meno, variano la propria condizione sino a raggiungere altre modalit\u00e0 di percezione e di comportamento?<br><br>Ecco, quindi, il nocciolo della questione, che, sono certo, fisica e biologia quantistica contribuiranno un giorno a spiegare. Siamo certi che la nostra unit\u00e0 psicosomatica non possa favorirci l&#8217;accesso ad altre ed infinite varianti di s\u00e9, come fosse una &#8220;unit\u00e0 psicosomatica multiversale&#8221;, ovvero la condizione in cui ogni essere umano \u00e8 corpo-mente indivisibile, ma al tempo stesso riflette ed influenza infinite possibilit\u00e0 di s\u00e9, come se fosse un nodo di risonanza nel multiverso, rifacendosi, per esempio, proprio all&#8217;omonima teoria? Non si spiegherebbe, cos\u00ec, quello strano stato d&#8217;animo, quella serpeggiante eccitazione, quel vero e proprio orgasmo intellettivo, che ci premia ogniqualvolta riusciamo ad essere pi\u00f9 consapevoli di un rapporto tra noi e ci\u00f2 che ci circonda?<br><br>Morte e conoscenza a questo punto si intrecciano. Ogni rapporto che ci porti ad una maggiore consapevolezza ci fa morire a ci\u00f2 che eravamo prima, per divenire qualcosa di altro, di diverso, di oltre al noi predecessore, la nuova fase di un processo. Passatemelo, ma non posso non pensare alla saga degli Highlander, a quel &#8220;Ne rimarr\u00e0 uno solo&#8221;, ma privato della modalit\u00e0 selettiva a favore di quella inclusiva, di un processo volto a sfociare in un satori cosmico, dove ogni relazione percezione-percepito diventa essere.<br><br>Quale mirabile ruolo, fossi un copista de <em>Il Nome della Rosa<\/em>, scriverei a questo punto, a proposito della cultura. Il pensiero ora mi porta a coloro, che confondono cultura con posti di lavoro, con posizionamento sociale, con eugenetica della collettivit\u00e0, come espressione di rivalsa, di separazione, di disaggregazione. <br><br>La celebre frase \u201cChi legge vive mille vite prima di morire. Chi non legge mai ne vive una sola\u201d, di George R. R. Martin, autore della saga <em>Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco<\/em>, sono profetiche rispetto a questa mia visione ora condivisa, cos\u00ec come la pellicola prima citata e come altre espressioni epifaniche che arte e scienza hanno donato alla nostra specie.<br><br>Quella strana emozione, ritornando agli stati d&#8217;animo descritti poco sopra, che ci rende pi\u00f9 vivi, percependoci un poco altri dal nostro abituale sentirci <em>al mondo<\/em>, non potrebbe forse essere preludio di un destino pi\u00f9 dilatato e completo? Siamo certi di questa nostra dimensione, visto che, malgrado tutti i sapientoni che ho conosciuto nella mia vita, nessuno \u00e8 riuscito mai a dimostrarmi dell&#8217;esistenza di ci\u00f2 che chiamiamo &#8220;vivere&#8221;, se non con argomentazioni pi\u00f9 simili al sogno buddista che non ad una soddisfacente giustificazione.<br><br>Morte, conoscenza, vita: tutto ci\u00f2 mi affascina, se non fosse per il disgusto verso l&#8217;ignoranza di molti della mia specie, che in un milione e mezzo di anni non sono riusciti ad avanzare oltre la morte, preparandola, di generazione in generazione, con strumenti sempre pi\u00f9 sofisticati e perversamente utilizzati. Tutto ci\u00f2 invece di percorrere le infinite dimensioni, che, come buone sirene, ci chiamano ogni volta che chiediamo l&#8217;ispirazione alle loro sorelle muse, anche per poco, per la sola visita in uno dei loro templi, anche con il sapore in bocca del dentifricio alla arancia di una vacanza di Natale. Una banalit\u00e0, forse, che presto potrebbe divenire un lontano ricordo della dolcezza di un perduto quotidiano, che sapeva di infinito, giocato, parafrasando De Andr\u00e9, all&#8217;ombra di macerie di un Aprile, che non sapr\u00e0 di primavera.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><em>\u00a9 Copyright Infogestione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-7 wp-block-paragraph\"><strong>Coordinate di\u00a0questa\u00a0pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.<\/strong><br><br><em>Title\/Titolo:<\/em> Dimensions\/Dimensioni<br><em>Section\/<em>Sezione<\/em>:<\/em> The cover\/La copertina<br><em>Author<\/em>\/<em>Autore:\u00a0<\/em>Gian Stefano Mandrino<br><em>Guest<\/em>\/<em>Ospite:<\/em> &#8211;<br><br><em>Code<\/em>\/<em>Codice: <\/em>INMNET2512161130MAN.A1<br><em>Last update<\/em>\/<em>Ultimo aggiornamento:<\/em> 16\/12\/2025<br><em>Online publication: 7th season, 16 December 2025<\/em>\/<em>Pubblicazione in rete:\u00a0<\/em>7\u00b0 stagione, 16\/12\/2025 <br><br><em>Intellectual property<\/em>\/<em>Propriet\u00e0 intellettuale:<\/em> INFOGESTIONE s.a.s<br><em>Content source<\/em>\/<em>Fonte contenuti:\u00a0<\/em>INFOGESTIONE &#8211; Network Museum <br><em>Image source<\/em>\/<em>Fonte immagini:<\/em> come segnalato dalle didascalie poste in calce alle immagini<br><em>Video and multimedia content source<\/em>\/<em>Fonte video e contenuti multimediali:<\/em> &#8211;<br><br><em>Links for further insights related to the topic<\/em>\/<em>Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema:<\/em> &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La copertina Morte, conoscenza, vita: tutto ci\u00f2 mi affascina, se non fosse per il disgusto verso l&#8217;ignoranza di molti della mia specie, che in un milione e mezzo di anni non sono riusciti ad avanzare oltre la morte, preparandola, di generazione in generazione, con strumenti sempre pi\u00f9 sofisticati e perversamente utilizzati. 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