{"id":7848,"date":"2025-05-27T09:47:30","date_gmt":"2025-05-27T09:47:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/?p=7848"},"modified":"2025-10-07T12:51:28","modified_gmt":"2025-10-07T10:51:28","slug":"archeologia-profonda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/2025\/05\/27\/archeologia-profonda\/","title":{"rendered":"Profound Archaeology"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"background-image:url(&apos;https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221422MAN.F17-BN.jpg&apos;);background-size:cover;\" class=\"wp-block-group has-background\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-align-right has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"border-style:none;border-width:0px;border-radius:0px\"><strong><a href=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/2025\/05\/27\/archeologia-profonda\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/2025\/05\/27\/archeologia-profonda\/\">English version<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-116b8a19 wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"border-radius:0px;min-height:95px;margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30);padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">\n<p class=\"has-theme-palette-9-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-2 wp-block-paragraph\" style=\"color:#990000\">Musei e professioni<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30);padding-top:0;padding-bottom:0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1464\" height=\"976\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-9781 size-full\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-PRIMITIVO-INMNET2509221327MAN.F16.jpg\" style=\"object-position:44% 71%\" data-object-fit=\"cover\" data-object-position=\"44% 71%\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-PRIMITIVO-INMNET2509221327MAN.F16.jpg 1464w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-PRIMITIVO-INMNET2509221327MAN.F16-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-PRIMITIVO-INMNET2509221327MAN.F16-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HEAD-PRIMITIVO-INMNET2509221327MAN.F16-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1464px) 100vw, 1464px\" \/><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim-0 has-background-dim\" style=\"background-color:#a56839\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-constrained wp-block-cover-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-3 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:28px\">ARCHEOLOGIA <br>PROFONDA<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-theme-palette-9-color has-text-color has-link-color wp-elements-4 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:18px\"><em>Uno dei punti deboli del modo di vivere del consorzio umano sta nella estrema difficolt\u00e0 di comprendere i tempi, nell&#8217;anticiparli, nel farsi trovare preparati nei confronti di eventi, che, sovente, noi stessi provochiamo. Eppure la nostra specie ha inventato nei millenni varie attivit\u00e0 che, se solo fossero prese un poco sul serio,<\/em> <em>potrebbero aiutarci a comprendere<\/em> <em>molte cose dell&#8217;esistenza di tutti e di ciascuno. Alcune di queste sono diventate addirittura professioni, ragione d&#8217;essere di questa nostra sezione. Questa \u00e8 la volta di chi scava nel mare, per contribuire al racconto delle ragioni del nostro esistere: l&#8217;archeologia navale.<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-background\" style=\"background-color:#f9f9f7\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<p class=\"has-drop-cap has-text-color has-link-color wp-elements-5 wp-block-paragraph\" style=\"color:#000000;font-size:16px\">Ad alcuni \u00e8 gi\u00e0 successo, a molti succeder\u00e0, come ogni anno, come un rito, come il ritrovare un amico, un parente. Per molti sar\u00e0 un come tornare a casa, per altrettanti, che vi convivono, la conferma che \u00e8 difficile vivere senza di lui, se si \u00e8 nati con la sua voce nelle orecchie ed i suoi riflessi negli occhi. Alcuni, quelli con &#8220;quella faccia un po&#8217; cos\u00ec&#8221;, lo visiteranno come si va a trovare un caro all&#8217;ospedale, altri lo trasformeranno in carnevale, in una immensa sala giochi, i pi\u00f9 in un immenso lettone di mamma e pap\u00e0, lasciandosi accarezzare dai raggi di un sole complice ed ammiccante. \u00c8 il mare: che come il poeta astigiano racconta, &#8220;\u00e8 scuro, si muove anche di notte e non sta fermo mai&#8221;.<br><br>Cogliamo l&#8217;occasione per porgere un invito a tutti coloro che partiranno per tale dolcissimo pellegrinaggio: tra le fragranze degli olii abbronzanti e quelli delle fritture di pesce, tra i singhiozzi di un moccioso e l&#8217;isterismo di una madre, che dalla battigia non sa come portare il pargolo fuori dall&#8217;abbraccio di Nettuno, tra l&#8217;immancabile pallonata sulla testa ed il pestone sul globoso ventre abbondonato sull&#8217;arenile come un tricheco esausto, provate a pensare, in realt\u00e0, a dove stiate entrando, mentre trattenete il respiro non si sa bene se per causa del fresco dello strano elemento o per colpa delle pietre appuntite del suo fondale.<br><br>Se la mitologia di quelli che lo guardavano, seppur con rispetto, diritto negli occhi, gli aveva attribuito il dominio di un dio, \u00e8 segno che fin dall&#8217;antichit\u00e0, ci\u00f2 che sembra una massa desertica ed &#8220;idroforme&#8221; in realt\u00e0 cela e conserva, oltre al pullulare di vita acquatica di ogni tipo, anche ricordi e tempi di epoche lontane. L\u00ec c&#8217;\u00e8, se ci pensate bene, una copia della vita, forse anche della nostra esistenza, quando ci fermiamo a raccontargli, magari con i nostri dialetti, dei nostri sogni e dei nostri guai.<br><br>Come per Nettuno a questo pianeta nel pianeta, a questa grande memoria delle gesta, pi\u00f9 o meno nobili, del consorzio umano, la nostra collettivit\u00e0 ha riservato, nei secoli, moltissime figure <\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-6 wp-block-paragraph\" style=\"color:#000000;font-size:16px\">professionali e non: biologi, geologi, fisici, ingegneri, antropologi, geografi, pescatori, palombari, sommergibilisti, pirati e malfattori di vario genere, animali strani e marinai comuni, nobili naviganti, mercenari, mercanti, santi, poeti e &#8230;qualche archeologo.<br><br>L&#8217;archeologia, forse pi\u00f9 di ogni altra disciplina della conoscenza, \u00e8 quella che incarna maggiormente il significato del ruolo della cultura. Quando meno te lo aspetti, come molte spezie, \u00e8 utile, quasi indispensabile, la sua presenza: per costruire una metropolitana, per capire realmente come raccontare gli accadimenti del tempo, ma, soprattutto, per rendere il remoto prossimo e la prossimit\u00e0 un qualcosa che arriva da lontano. Ci racconta, e questo \u00e8 straordinario, che tutto \u00e8 da sempre, che passato, presente e futuro sono delle dilatazioni del nostro pensiero, degli artifizi attraverso i quali cerchiamo di non smarrire la nostra piccola esistenza in quell&#8217;altro mare fatto di tanti come noi, prima di noi e dopo di noi.<br><br>In particolare l&#8217;archeologia navale racconta del rapporto tra la nostra specie e quell&#8217;universo sommerso e sornione, che non sta fermo mai, ma che molto, se non tutto, sa di noi.<br><br>Allora, prima di lasciarvi abbracciare dalle acque di quel gigante amico e vitalizzante, pensate a quel museo sommerso, che si accinge, con tanta pazienza, a sopportarvi ed a sostenervi. Pensate a quel &#8220;no&#8221; che state per dire a vostro figlio, perch\u00e9 muore dalla voglia di trascorrere la vita a leggere i ricordi sommersi. Per una volta, anche solo per poco, pensate a vivere come chi non \u00e8 schiavo del tempo, della fretta e dell&#8217;ignoranza, ma ricco di curiosit\u00e0, di stupore, di desiderio conoscenza.<br><br>Di queste cose, che per molti sono sogni da disoccupati e per altri realt\u00e0 concretissime, attraverso le quali si pu\u00f2 vivere e prosperare, ragioneremo con Lucia Foder\u00e0, archeologa navale, nuova ospite di questa nostra sezione dedicata alle figure professionali dell&#8217;ambito museale.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><style>.kadence-column7848_9eb7eb-31 > .kt-inside-inner-col{column-gap:var(--global-kb-gap-sm, 1rem);}.kadence-column7848_9eb7eb-31 > .kt-inside-inner-col{flex-direction:column;}.kadence-column7848_9eb7eb-31 > .kt-inside-inner-col > .aligncenter{width:100%;}.kadence-column7848_9eb7eb-31 > .kt-inside-inner-col{background-color:var(--global-palette9, #ffffff);}.kadence-column7848_9eb7eb-31 > .kt-inside-inner-col:before{opacity:0.3;}.kadence-column7848_9eb7eb-31{position:relative;}@media all and (max-width: 1024px){.kadence-column7848_9eb7eb-31 > .kt-inside-inner-col{flex-direction:column;justify-content:center;}}@media all and (max-width: 767px){.kadence-column7848_9eb7eb-31 > .kt-inside-inner-col{flex-direction:column;justify-content:center;}}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-column kadence-column7848_9eb7eb-31\"><div class=\"kt-inside-inner-col\">\n<p class=\"has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-7 wp-block-paragraph\" style=\"color:#990000;margin-top:var(--wp--preset--spacing--40);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--40);padding-right:var(--wp--preset--spacing--40);padding-left:var(--wp--preset--spacing--40)\">Lucia Foder\u00e0<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"408\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FOTO-IMMAGINE-400-500.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9682\" style=\"width:245px\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FOTO-IMMAGINE-400-500.jpg 408w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FOTO-IMMAGINE-400-500-245x300.jpg 245w\" sizes=\"auto, (max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Lucia Foder\u00e0<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-8 wp-block-paragraph\" style=\"color:#000000\"><em>Nata nel 1995, ha seguito la sua vocazione studiando Archeologia alla Sapienza di Roma, dove ha conseguito con lode sia la laurea triennale in Scienze Archeologiche che quella magistrale in Archeologia Classica.<br>Dal 2016 si dedica all\u2019Archeologia Navale, un ambito che l\u2019ha portata ad ottenere diversi brevetti e specializzazioni subacquee. Il suo percorso accademico e professionale l\u2019ha vista protagonista in numerose iniziative di ricerca e conservazione, tra cui una borsa di studio presso il Settore Archivio Storico dell\u2019Universit\u00e0 di Roma. Nel 2019 ha visto il suo inserimento tra i migliori 400 laureati della Sapienza.<br>Nel 2020, il Centro Studi Criminologici di Viterbo e l\u2019Osservatorio Internazionale Archeomafie le hanno assegnato una borsa di studio in memoria di Fabio Maniscalco, archeologo ed ufficiale dell\u2019Esercito Italiano, per la tutela del patrimonio culturale terrestre e subacqueo.<br>Ha collaborato con la Marina Militare per la protezione dei relitti saccheggiati nel Mar Tirreno, dopo aver conseguito un Master in Archeologia Giudiziaria nel 2021. Due anni dopo, ha completato, con lode, il Master in Gestione dei Beni Culturali, focalizzandosi sulla valorizzazione dei Musei Navali nazionali ed internazionali.<br>Oggi lavora a Roma come Archeologa di I fascia e Consulente Scientifico, impegnata nell\u2019Archeologia Preventiva nei cantieri Acea della Capitale e della sua provincia. A giugno 2025 assumer\u00e0 la guida dell\u2019Archeoclub d\u2019Italia per la nuova sede di Roma, continuando il suo impegno scientifico e culturale<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"background-image:url(&apos;https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/SFONDO-GRUPPO-INTERVISTA-2.jpg&apos;);background-position:56.00000000000001% 60%;background-size:cover;\" class=\"wp-block-group has-background\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-9 wp-block-paragraph\" style=\"color:#990000;margin-top:var(--wp--preset--spacing--40);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--40);padding-right:var(--wp--preset--spacing--40);padding-left:var(--wp--preset--spacing--40)\">L&#8217;intervista<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-10 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em><strong>Network Museum<\/strong> &#8211; Chi \u00e8<\/em> <em>Lucia Foder\u00e0?<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/RITRATTO-FABIO-MANISCALCO-400-600-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9742\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/RITRATTO-FABIO-MANISCALCO-400-600-1.jpg 400w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/RITRATTO-FABIO-MANISCALCO-400-600-1-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fabio Maniscalco<br>in una libera interpretazione artistica<br>a cura di Network Museum<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-11 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong>&nbsp;<\/strong>&#8211; \u00c8 una giovane ricercatrice ed archeologa, attenta ai cambiamenti ed ai bisogni della societ\u00e0. Ho sempre avuto una buona memoria, anche perch\u00e9 nella mia vita ho sempre studiato cose nuove e diverse; il mio motto infatti \u00e8: \u201c<em>Bisogna sempre formarsi per non fermarsi\u201d.<\/em> Sono una persona che ama lavorare in squadra e, affinch\u00e9 questa funzioni, cerco sempre di trovare un meccanismo semplice ma efficace per non creare squilibri. Mi occupo con passione ed ostinazione di Archeologia Navale dal 2016, una disciplina ancora troppo spesso subordinata all\u2019archeologia tradizionale. N\u00e9 le Universit\u00e0 n\u00e9 i vari Ministeri preposti alla tutela dei beni culturali, hanno mai saputo riconoscere alla disciplina quella dignit\u00e0 e quell\u2019autonomia assegnatale da molti altri paesi. Credo fermamente nella legalit\u00e0 e nell\u2019ostinazione, quasi viscerale, di salvaguardare il nostro Patrimonio Culturale, soprattutto in un momento storico molto delicato come questo, dove regnano incontrastate guerre, uccisioni e violenze. La mia fonte di ispirazione quotidiana \u00e8 l\u2019archeologo e ufficiale dell\u2019Esercito Italiano, Fabio Maniscalco, uomo forte, coraggioso e granitico nella protezione del patrimonio culturale nei contesti di guerra. Per lui il lavoro da archeologo era una missione per preservare la bellezza universale, a discapito anche della sua stessa vita. Morir\u00e0 infatti a 43 anni nel 2008 per l\u2019esposizione all\u2019uranio impoverito. Quando a 24 anni, dalle mani della vedova di Fabio Maniscalco, Mariarosaria Ruggiero, ho ricevuto la borsa di studio intitolata al marito, in collaborazione con il Centro Internazionale Archeomafie, ho capito che il mio percorso accademico si sarebbe dovuto svolgere verso un unico scopo: la tutela dei relitti saccheggiati nel Mar Tirreno; progetto che porto avanti dal 2021 con la Marina Militare. Come futuro Presidente Archeoclub d\u2019Italia per la nuova sede di Roma, vorrei intitolare proprio la suddetta sede, alla memoria di questo grande uomo, dimenticato dalla societ\u00e0 e dai professionisti del settore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-12 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em><strong>Network Museum<\/strong> &#8211; Cos&#8217;\u00e8 la cultura ed a cosa serve?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-13 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; La cultura \u00e8 libert\u00e0, \u00e8 civilt\u00e0, \u00e8 civilizzazione. L\u2019Unesco la definisce come l\u2019insieme degli aspetti spirituali, materiali, intellettuali ed emozionali unici nel loro genere che contraddistinguono una societ\u00e0. Definisce il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. \u00c8 uno dei pochi sostantivi femminili a cui non pu\u00f2 essere applicato un limite temporale, poich\u00e9 eterna. La cultura serve per creare ponti, legami, dialoghi, relazioni fra i popoli. Una cultura nel 2025 pi\u00f9 aperta, dinamica, democratica, fonte inesauribile di valori e conoscenza. Fondamentali sono i Musei, come strumenti e luoghi della cultura, sempre pi\u00f9 a servizio della collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/IMMAGINE-RUOLO-MUSEO-400-600-INMNET2505271130MAN.F2-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9746\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/IMMAGINE-RUOLO-MUSEO-400-600-INMNET2505271130MAN.F2-1.jpg 400w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/IMMAGINE-RUOLO-MUSEO-400-600-INMNET2505271130MAN.F2-1-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">fonte: Archivio Network Museum <br>propriet\u00e0 intellettuale INFOGESTIONE s.a.s.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-14 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em><strong>Network Museum<\/strong> &#8211; Cos&#8217;\u00e8 un museo ed a cosa serve?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-15 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; Museo inteso come culla delle memorie del passato, come raccoglitore di frammenti di un tempo ormai perduto, come inesauribile catalogo di conoscenze delle civilt\u00e0 antiche, ma anche come espressione culturale del territorio ed opportunit\u00e0 economica per il presente e per il futuro. \u00c8 proprio questa tripartizione tra passato, presente e futuro, che contraddistingue il museo come soggetto vivo, partecipato e partecipante nella nostra societ\u00e0. \u00c8 importante, infatti, instaurare una relazione tra museo, inteso come bene culturale, ed il mondo esterno, per creare delle sinergie anche tra i beni esposti ed il contesto sociale ed economico circostante.<br>I musei ad oggi devono diventare parte di un tutto pi\u00f9 complesso, ovvero di una societ\u00e0 in continuo divenire, con le sue potenzialit\u00e0 e fragilit\u00e0, contraddistinta da una collettivit\u00e0 spesso frammentaria. L\u2019ICOM, nell\u2019ultima definizione di \u201cmuseo\u201d (2022), introduce due parole fondamentali: \u201cpartecipazione e comunit\u00e0\u201d, sottolineando cos\u00ec il ruolo etico che il museo \u00e8 chiamato ad assumersi nei confronti della societ\u00e0, facendo della fruizione delle proprie opere non solo il fine della propria principale missione, ma anche lo strumento attraverso il quale intervenire per contribuire allo sviluppo della societ\u00e0.<br>Museo come spazio percettivo, come realt\u00e0 totalmente immersa nella sua epoca, come luogo dedito alla custodia non solo di oggetti legati alla cultura materiale, ma soprattutto di memorie, brandelli del passato. Si deve saper comunicare quel che c\u2019\u00e8 ma anche quel che non c\u2019\u00e8 ed \u00e8 andato perduto. Occorre ridare voce alle tracce labili: non solo far parlare le presenze ma anche le assenze, che, senza opportuni procedimenti di comunicazione, non potrebbero pi\u00f9 parlare ad altri che all\u2019archeologo, allo storico dell\u2019arte ed allo specialista. Bisogna essere al passo con i tempi e capire le esigenze del pubblico, un pubblico sempre pi\u00f9 variegato e con differenti esigenze, che si muove in strutture espositive ed in un quadro costituzionale <em>in fieri<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ARCHEOLOGIA-NAVALE-400-600-INMNET2505271130MAN.F3-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9748\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ARCHEOLOGIA-NAVALE-400-600-INMNET2505271130MAN.F3-1.jpg 400w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ARCHEOLOGIA-NAVALE-400-600-INMNET2505271130MAN.F3-1-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">fonte: Archivio Network Museum <br>propriet\u00e0 intellettuale INFOGESTIONE s.a.s.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-16 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em><strong>Network Museum<\/strong> &#8211; Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;archeologia ed in particolare l&#8217;archeologia navale? A cosa serve? Come interagisce con le altre discipline della conoscenza?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; L\u2019archeologia \u00e8 una scienza che ricostruisce il passato, ma, attenzione, non pi\u00f9 all\u2019interno dei libri, ma sul campo, direttamente nella realt\u00e0 quotidiana: l&#8217;archeologo stratigrafo \u00e8 inteso come contadino della storia. La storia \u00e8 formata da tanti frammenti del passato, a me piace definirli impropriamente \u201cpezzettini di memoria\u201d; il compito dell\u2019archeologo \u00e8 proprio quello di rimettere insieme quei frammenti: usi, costumi, tradizioni, architetture. Non tutto \u00e8 per\u00f2 associato ad un aspetto materiale, molte volte l\u2019archeologo si trova a dover ricostruire i pensieri degli uomini del passato, le loro emozioni, le loro passioni. La stessa cosa intende farla l\u2019archeologia navale. Lo scavo subacqueo \u00e8 un vero e proprio scavo stratigrafico, al pari di quello terrestre. L\u2019archeologo navale si occupa dello studio dei relitti antichi, della loro architettura, della dotazione di armamento, del loro carico, per ricostruire i commerci e le civilt\u00e0 antiche. Anche in questo caso non parliamo solo di aspetti relativi alla cultura materiale, bisogna ricostruire anche e soprattutto la vita di bordo. Interagisce quindi con l\u2019archeologia tradizionale, con la paleobotanica, con l\u2019antropologia e con altre numerose discipline. L\u2019archeologia subacquea, in quanto disciplina specialistica, rischia un pericoloso isolamento auto-referenziale. Molte volte mi sento dire che l\u2019archeologia \u00e8 una disciplina inutile, che riguarda solo aspetti relativi ad un passato lontano: bisognerebbe trasmettere alle nuove generazioni che senza un\u2019approfondita conoscenza del passato non si pu\u00f2 costruire il futuro.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/SEBASTIANO-TUSA-400-600-INMNET2505271130MAN.F4-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9752\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/SEBASTIANO-TUSA-400-600-INMNET2505271130MAN.F4-3.jpg 400w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/SEBASTIANO-TUSA-400-600-INMNET2505271130MAN.F4-3-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sebastiano Tusa<br>in una libera interpretazione artistica<br>a cura di Network Museum<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-17 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em><strong>Network Museum<\/strong> &#8211; Cosa significa essere una archeologa navale?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-18 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; Significa amare incondizionatamente il mare, inteso come crocevia di molteplici civilt\u00e0. Significa fidarsi di esso, significa ricostruire con meticolosit\u00e0 relitti e infrastrutture portuali, combinando competenze archeologiche con specifiche tecniche di immersione. Ogni volta che parlo di archeologia navale, non posso non ricordare il mio professore, il mio mentore, la persona a cui devo tutta la mia conoscenza: \u201dSebastiano Tusa\u201d, grandissimo archeologo navale, scomparso prematuramente nel 2019, a causa di un terribile disastro aereo. C\u2019\u00e8 una sua frase che porto sempre nel mio cuore, e che riassume al meglio il mestiere dell\u2019archeologo navale e la sua missione nel panorama culturale:<br><em>\u201cNon \u00e8 importante che i libri di storia riportino il mio nome. L\u2019importante \u00e8 aver concluso con successo grandi imprese scientifiche. Il rapporto con il Mediterraneo e con tutte le civilt\u00e0 che si sono sviluppate sulle sue sponde \u00e8 stata la mia vita. E, quando avr\u00f2 finito, sapr\u00f2 cosa fare\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-19 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em><strong>Network Museum<\/strong> &#8211; Come si diventa archeologa navale?<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"566\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ISTITUTO-FRANCESE-400-500.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9753\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ISTITUTO-FRANCESE-400-500.jpg 400w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ISTITUTO-FRANCESE-400-500-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sito del DRASSM<br>fonte: https:\/\/www.culture.gouv.fr\/<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-20 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; Bisogna avere una laurea in archeologia e, successivamente, ottenere un brevetto subacqueo da una scuola specializzata. Ottenere pi\u00f9 brevetti e corsi di specialit\u00e0 (in particolar modo il &#8220;deep&#8221; ed il &#8220;wreck&#8221;), permettono di acquisire maggiore conoscenza con la materia trattata e maggiore dimestichezza con il contesto naturale (il mare). Gli archeologi navali devono possedere acquaticit\u00e0, senso dell\u2019orientamento, capacit\u00e0 di lavorare in team, capacit\u00e0 di comunicazione sott\u2019acqua, capacit\u00e0 di lavorare sotto stress, dimestichezza, curiosit\u00e0. Il mare deve essere accessibile a tutti, ma bisogna accedervi con rispetto assoluto, consapevolezza e preparazione tecnica. Purtroppo ad oggi, in Italia, poche universit\u00e0 offrono un corso di laurea specifico in archeologia navale e non possediamo un centro d\u2019eccellenza come in Francia, il DRASSM di Marsiglia (Dipartimento delle Ricerche Archeologiche Subacquee e Sottomarine).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-21 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em><strong>Network Museum<\/strong> &#8211; <\/em>Quali prospettive di impiego in ambito lavorativo esistono per coloro che desiderano dedicarsi a tale specializzazione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-22 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong><em>&#8211;<\/em> Un archeologo navale, o subacqueo, trova sbocchi occupazionali principalmente in ambito pubblico (Soprintendenze, Ministero per i Beni Culturali) e privato (imprese specializzate).&nbsp;Le figure professionali coinvolte sono archeologi, ricercatori, tecnici e operatori subacquei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-23 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em><strong>Network Museum<\/strong> &#8211; <\/em>Quali consigli darebbe ai giovani, che volessero intraprendere tale professione?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/SUB-1-400-500-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9754\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/SUB-1-400-500-1.jpg 400w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/SUB-1-400-500-1-240x300.jpg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">fonte: Archivio Network Museum <br>propriet\u00e0 intellettuale INFOGESTIONE s.a.s.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-24 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong><em>&#8211;<\/em> Di non accontentarsi mai, di lottare per le proprie idee, anche quando vengono giudicate folli dalla societ\u00e0; di avere fame di conoscenza, di essere appassionati del proprio lavoro, di essere coraggiosi. L\u2019Italia \u00e8 un paese in cui ogni giorno ci obbliga a cambiare i nostri piani, a non accontentarci, ad essere resilienti, ad essere pazienti. Bisogna scrollarsi di dosso il rigidismo accademico che attanaglia il paese da troppi anni, avere fiducia nel nuovo, nella ricerca, nei giovani, in un sistema che sia il pi\u00f9 possibile al passo con i tempi. L\u2019archeologia dev\u2019essere riconosciuta a tutti gli effetti come un mestiere, non come un mero passatempo, appannaggio delle classi pi\u00f9 abbienti. Si deve e si pu\u00f2 vivere di archeologia. Nel 2025 \u00e8 impensabile che la figura dell\u2019archeologo in Italia non sia regolamentata da un ordine professionale o da un albo specifico. Esistono solo elenchi professionali gestiti dal Ministero, che suddividono gli archeologi in tre fasce, in base al proprio grado di competenze e al proprio percorso di studi. Molto c\u2019\u00e8 ancora da fare, molto c\u2019\u00e8 da fare per la figura dell\u2019archeologo tradizionale, e molto c\u2019\u00e8 da fare per la figura \u201cmitologica\u201d dell\u2019archeologo navale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-25 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em><strong><em>Network Museum<\/em><\/strong> &#8211; <em>Quale rapporto intercorre tra archeologia, archeologo e musei?<\/em><\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"298\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F8-500-288-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9755\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F8-500-288-1.jpg 500w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F8-500-288-1-300x179.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">fonte: Archivio Network Museum <br>propriet\u00e0 intellettuale INFOGESTIONE s.a.s.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-26 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong> &#8211; Un rapporto di profonda sinergia: l\u2019uno ha bisogno dell\u2019altro. Il museo ha bisogno dell\u2019archeologo per lo studio, l\u2019inventariazione e la catalogazione dei pezzi, mentre l\u2019archeologo ha bisogno del museo per custodire quei reperti, che non sono solo reperti ma costituiscono delle memorie, dei frammenti di memorie del passato. L\u2019archeologia \u00e8 la disciplina che lega l\u2019archeologo al museo. Il museo, nel 2025, dev\u2019essere visto come un luogo di unione dei cittadini, un punto di riferimento culturale e sociale: in questo modo l\u2019archeologia diventa una disciplina a servizio della comunit\u00e0, parte integrante di essa. Non vi \u00e8 pi\u00f9, quindi, un rapporto univoco tra archeologo, specialista del settore, e museo, ma tra museo e collettivit\u00e0.<br>Per estendere il concetto di accessibilit\u00e0 e di inclusione, a quello di partecipazione, per riconoscere il museo quale elemento vivo del territorio, uno dei primi passi da compiere \u00e8 contestualizzarlo nella comunit\u00e0 di appartenenza: si tratta cio\u00e8 di far uscire il museo dal museo, e connetterlo alla realt\u00e0 esterna, ovvero alle sue componenti culturali, storiche, produttive, associazionistiche, turistiche; ai sistemi di comunicazione, ai luoghi di aggregazione. In questo modo, con un progetto mirato, il museo interagisce con il tessuto di cui fa parte, e la comunit\u00e0 pu\u00f2 riconoscerlo come elemento fondamentale della propria identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-27 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em><strong>Network Museum<\/strong> &#8211; Quali sono gli aspetti pi\u00f9 critici dell&#8217;archeologia navale?&nbsp;Quali sono, invece, quelli positivi?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-28 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; Gli aspetti pi\u00f9 critici dell\u2019archeologia navale sono anche i suoi aspetti positivi, in un legame inscindibile tra di loro: \u201cl\u2019unicit\u00e0 e la delicatezza dei reperti\u201d. Questo comporta l\u2019utilizzo di tecniche di scavo subacqueo nettamente pi\u00f9 costose rispetto ad uno scavo terrestre tradizionale, l\u2019impiego di personale altamente specializzato, il trattamento e la conservazione specifica dei materiali in ambiente marino (non dobbiamo dimenticare che sono dei reperti conservati per migliaia di anni sott\u2019acqua, quindi estremamente fragili). La gestione del patrimonio culturale sommerso, senza opportuni finanziamenti dai vari enti di ricerca, risulta alquanto complessa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F9-500-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9756\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F9-500-1.jpg 500w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F9-500-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F9-500-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">fonte: Archivio Network Museum <br>propriet\u00e0 intellettuale INFOGESTIONE s.a.s.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-29 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><em>Network Museum<\/em><\/strong> &#8211; <em>Come valuta il rapporto&nbsp;tra informazione, sistema di propagazione culturale e sistema educativo-scolastico dalla prospettiva dell&#8217;archeologia? Cosa accade all&#8217;estero?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; Come ispettrice dei musei navali nazionali ed internazionali, compito svolto nel 2024, potrei fare un confronto tra ci\u00f2 che accade in Italia, all\u2019interno dei luoghi della cultura, e ci\u00f2 che accade all\u2019estero. L\u2019Italia \u00e8 il paese pi\u00f9 ricco di beni culturali al mondo, ma non ne garantisce la fruibilit\u00e0. Bisogna investire sulla cultura, come fanno all\u2019estero, dove hanno un metodo educativo-scolastico completamente innovativo, improntato sull\u2019utilizzo delle nuove tecnologie per meglio favorire la conoscenza.<br>Perch\u00e9 dobbiamo sempre guardare alla realt\u00e0 estera come qualcosa di perfetto ma non imitabile dalla nostra realt\u00e0? Come mai il Museo Vasa di Stoccolma all\u2019interno delle sue sale ha proprio un\u2019area dedicata alla comunicazione con il pubblico? Perch\u00e9 ancora i luoghi della cultura italiana sono imperniati su un rigidismo accademico che non porta da nessuna parte? La colpa non \u00e8 solo della crisi, come ha fatto notare qualche anno fa l\u2019archeologo e storico dell\u2019arte Salvatore Settis, bisogna proprio cambiare il modo di voler fare cultura, di voler trasmettere cultura, di voler valorizzare la cultura. Vi \u00e8 una grande diversit\u00e0 per quanto riguarda la didattica e, per cos\u00ec dire, la capacit\u00e0 attrattiva, tra i musei italiani e quelli esteri. All\u2019interno del Museo Vasa i bambini hanno spazi interamente dedicati a loro, dove poter giocare, disegnare e sperimentare nuove cose. In Italia tutto ci\u00f2 non accade quasi mai, ad eccezione del Museo Galata di Genova o del Museo delle Navi Antiche di Pisa, che offrono aule interamente dedicate alla didattica. Tutto questo ci deve profondamente far riflettere. Dobbiamo abbandonare la staticit\u00e0, l\u2019inaccessibilit\u00e0, l\u2019incomunicabilit\u00e0, che caratterizzano i luoghi della cultura italiana, e aprirci alla collettivit\u00e0, ai bisogni di essa e creare delle strutture e degli allestimenti museali \u201c<em>in fieri<\/em>\u201d, in continuo divenire, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 il tempo, che scorre ineluttabile attraverso le nostre vite, ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-30 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><em>Network Museum<\/em><\/strong> &#8211; <em>L&#8217;archeologia e l&#8217;attivit\u00e0 archeologica come interagisce con gli altri ambiti della collettivit\u00e0, dell&#8217;economia e dello sviluppo, come, per esempio, l&#8217;urbanistica, la pianificazione paesaggistica, il turismo, le infrastrutture urbane, per il trasporto o industriali? Cosa accade all&#8217;estero?<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/RILEVAZIONE-PRIMITIVA-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9758\" style=\"width:600px\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/RILEVAZIONE-PRIMITIVA-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/RILEVAZIONE-PRIMITIVA-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/RILEVAZIONE-PRIMITIVA-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/RILEVAZIONE-PRIMITIVA.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><br>Ricostruzione virtuale di attivit\u00e0 di rilevazione con georadar<br>fonte: Archivio Network Museum<br>propriet\u00e0 intellettuale INFOGESTIONE s.a.s.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; L\u2019archeologia \u00e8 cruciale per una gestione consapevole del territorio. L\u2019archeologia preventiva pu\u00f2 essere considerata a tutti gli effetti una disciplina moderna, \u201cin fieri\u201d. Archeologia, urbanstica e pianificazione paesaggistica, sono tessere di un unico mosaico, come accade all\u2019astero, mentre in Italia ancora nei confronti di esse si esercita una netta ed ingiustificata distinzione. Bisogna sempre tutelare e valorizzare il retroterra culturale di quel determinato luogo, in cui si vuole operare in futuro. Lavorare in sinergia con molteplici professionisti del settore \u00e8 fondamentale: in un cantiere si lavora in squadra, si esercita un profondo dialogo tra i vari professionisti coinvolti, non si tralascia nulla. Ecco che troviamo spesso l\u2019ingegnere dialogare con l\u2019architetto, che a sua volta dialoga con il pianificatore, che a sua volta dialoga con l\u2019archeologo, che a sua volta dialoga con l\u2019agronomo. Sono anelli importantissimi di un\u2019unica catena di montaggio. Grande aiuto nel terzo millennio viene offerto dalla tecnologia, che consente a tutti i professionisti coinvolti di lavorare con dati pi\u00f9 completi e dettagliati. L\u2019uso dell\u2019 intelligenza artificiale, del georadar, di strumenti GIS, sono cruciali in questo settore, per una gestione pi\u00f9 consapevole del territorio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F10-400-600-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9759\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F10-400-600-1.jpg 400w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F10-400-600-1-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Salvatore Settis<br>in una libera interpretazione artistica<br>a cura di Network Museum<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-31 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><em>Network Museum<\/em><\/strong> &#8211; <em>E se invece distruggessimo tutto ci\u00f2 che ci proviene dal passato, per sostituirlo con case da gioco, centri commerciali, stadi di calcio e \u201csimilia\u201d? Cosa potrebbe accadere? Quindi a cosa serve \u201cfare archeologia\u201d?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; Se il nostro passato venisse distrutto, se al posto di \u201cinsignificanti rovine\u201d sorgessero centri commerciali e stadi di calcio, la nostra identit\u00e0 culturale verrebbe cancellata per sempre e diventeremo sempre pi\u00f9 delle vittime di un\u2019esasperata globalizzazione. Bisogna salvaguardare la memoria per costruire il futuro. Spesso la figura dell\u2019archeologo viene slegata dal proprio tempo, dalla propria epoca di appartenenza: viene considerato un ostacolo per il progresso, per il nuovo, per il moderno. In realt\u00e0 l\u2019archeologo abbraccia con fiducia il progresso, l\u2019archeologia ha sempre pi\u00f9 bisogno del supporto delle nuove tecnologie per la maggiore comprensione dei reperti, delle strutture, delle tracce del passato. Non dobbiamo confondere per\u00f2 progresso con distruzione. Le istituzioni politiche purtroppo non aiutano a fermare questa indiscriminata usurpazione e svilimento del nostro patrimonio culturale. Salvatore Settis, illustre archeologo, a riguardo diceva che il dimenticarsi della cultura e del patrimonio, \u00e8 una solida tradizione della politica italiana, di ogni colore e segno. Dall\u2019ultimo emendamento DL cultura, ritirato qualche mese fa, che proponeva di rendere non pi\u00f9 vincolante il parere delle Soprintendenze, a quella frase, sussurrata da un ex Presidente del Consiglio ad un Ministro della Cultura, in occasione del G20 della Cultura: \u201d<em>di non ascoltare troppo gli esperti<\/em> (gli archeologi), <em>altrimenti non si fa niente\u201d<\/em>, ci fanno capire quanto ancora sia debole la nostra identit\u00e0 culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-32 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><em>Network Museum<\/em><\/strong> &#8211; <em>Come sta vivendo l&#8217;archeologia il progresso tecnologico?<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1899\" height=\"917\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Katatexilux-primitiva.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9761\" style=\"width:650px\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Katatexilux-primitiva.jpg 1899w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Katatexilux-primitiva-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Katatexilux-primitiva-1024x494.jpg 1024w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Katatexilux-primitiva-768x371.jpg 768w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Katatexilux-primitiva-1536x742.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1899px) 100vw, 1899px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Domus Aurea &#8211; Progetto Katatexilux<br>fonte: https:\/\/www.katatexilux.com\/domus-aurea<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; Il rapporto tra archeologia e progresso tecnologico sta diventando sempre pi\u00f9 stretto, necessario, di confronto e strumentale. L\u2019archeologia ha bisogno degli strumenti offerti dalle nuove tecnologie per ampliare il proprio \u201c<em>range<\/em>\u201d di conoscenza verso il passato. Innumerevoli passi in avanti e progetti meravigliosi sono stati creati, per rispondere a queste specifiche esigenze. L\u2019intelligenza artificiale, la realt\u00e0 aumentata, la realt\u00e0 virtuale, l\u2019uso di droni e particolari software, hanno contribuito a rendere pi\u00f9 efficace la valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Un esempio di ci\u00f2 \u00e8 il progetto \u201cKatatexilux\u201d, che si occupa di ricostruzioni e modelli digitali, che si \u00e8 occupato della ricostruzione virtuale della Domus Aurea di Nerone. Credo fermamente nel connubio archeologia-tecnologia, per questo ho deciso di fondare, insieme ad una squadra di validi professionisti, esperti nel settore dei beni culturali, la nuova sede di ArcheoClub d\u2019Italia a Roma, multimediale, innovativa, al passo con i tempi, rivolta ad un vasto pubblico, senza pi\u00f9 barriere o rigidismi accademici, senza pi\u00f9 un mero ragionamento a compartimenti stagni. Sar\u00e0 anche la prima sede in Italia rivolta principalmente verso l\u2019archeologia navale. Un modo di fare cultura pi\u00f9 libero ed inclusivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-33 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><em>Network Museum<\/em><\/strong> &#8211; <em>Come immagina l&#8217;archeologia &#8220;nel&#8221; e &#8220;del&#8221; futuro?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; Immagino un modo di fare ricerca in cui gli elementi fondanti, peculiari e tradizionali dell\u2019archeologia, verranno sostituiti: primo fra tutti sar\u00e0 lo scavo archeologico, che non diventer\u00e0 pi\u00f9 un elemento di ricerca indispensabile. Si potr\u00e0 infatti vedere cosa si cela nel suolo grazie al telerilevamento o al georadar. Sempre pi\u00f9 importanza acquisiranno il laser scanner ed il lidar. Tutto ci\u00f2 permetter\u00e0 di raccogliere dati pi\u00f9 affidabili, risparmiando tempo, risorse umane e danaro. Cambierebbe tutto, cambierebbe la figura e l\u2019impostazione metodologica dell\u2019archeologo, il lavoro sul campo cederebbe sempre pi\u00f9 il passo allo studio dei materiali in laboratorio. Bisogna per\u00f2 tenere a mente una cosa importantissima: i nuovi strumenti tecnologici non potranno mai sostituire le capacit\u00e0, le competenze ed il bagaglio culturale del professionista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-34 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><em>Network Museum<\/em><\/strong> &#8211; <em>Ora la domanda relativa al tema dell&#8217;anno. Come definirebbe un museo intelligente?<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F11-PRIMITIVA-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9762\" style=\"width:650px\" srcset=\"https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F11-PRIMITIVA-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F11-PRIMITIVA-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F11-PRIMITIVA-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.networkmuseum.com\/ita\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/INMNET2509221104MAN.F11-PRIMITIVA.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Genova: Museo Galata<br>libera interpretazione artistica a cura di Network Museum<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Lucia Foder\u00e0<\/strong><\/strong><\/strong>&nbsp;<\/strong><\/strong><\/strong>&#8211; Un museo intelligente \u00e8 un museo che sappia interpretare e sviluppare i paradigmi della modernit\u00e0 nell\u2019era della trasformazione digitale<em>.<\/em> I musei del futuro devono essere accessibili, digitali, narrati, sostenibili e vissuti. Garantire l\u2019accessibilit\u00e0 al museo, in tutte le sue forme, \u00e8 considerato un indiscusso indicatore della giustizia sociale e del benessere da fornire ai cittadini.<br>Per estendere il concetto di accessibilit\u00e0 e di inclusione, a quello di partecipazione, per riconoscere il museo quale elemento vivo del territorio, uno dei primi passi da compiere \u00e8 contestualizzarlo nella comunit\u00e0 di appartenenza: si tratta cio\u00e8 di far uscire il museo dal museo, e connetterlo alla realt\u00e0 esterna, ovvero alle sue componenti culturali, storiche, produttive, associazionistiche, turistiche, ai sistemi di comunicazione, ai luoghi di aggregazione. Ecco che nascono nuove figure: il &#8220;digital strategy manager&#8221; ed il &#8220;comunicatore museale<em>&#8220;.<\/em> Bisogna essere al passo con i tempi e capire le esigenze del pubblico, un pubblico sempre pi\u00f9 variegato e con differenti esigenze, che si muove in strutture espositive ed in un quadro costituzionale \u201c<em>in fieri<\/em>\u201d. Un museo che come disse G. H. Rivi\u00e8re, \u201c<em>si modifica continuamente<\/em>\u201d. Durante la mia esperienza come ispettrice museale, mi sono pi\u00f9 volte chiesta: \u201cI Musei Navali Contemporanei, sono davvero inclusivi? La loro esperienza culturale pu\u00f2 essere godibile da tutti?\u201d. Non parlo solo della loro dimensione interna e dell\u2019abbattimento di alcune barriere cognitive o di un allestimento che sia il pi\u00f9 accessibile e fruibile per tutti, ma anche della loro dimensione esterna. I musei ad oggi devono diventare parte di un tutto pi\u00f9 complesso, ovvero di una societ\u00e0 in continuo divenire, con le sue potenzialit\u00e0 e fragilit\u00e0, contraddistinta da una collettivit\u00e0 spesso frammentaria. L\u2019ICOM, nell\u2019ultima definizione di \u201cmuseo\u201d (2022), introduce due parole fondamentali: \u201cpartecipazione e comunit\u00e0\u201d, sottolineando cos\u00ec il ruolo etico che il museo \u00e8 chiamato ad assumersi nei confronti della societ\u00e0, facendo della fruizione delle proprie opere non solo il fine della propria principale missione, ma anche lo strumento attraverso il quale intervenire per contribuire allo sviluppo della societ\u00e0. <br>Un punto debole del sistema culturale italiano sono le infrastrutture obsolete. Dalle poche didascalie in <em>braille<\/em> (in un quinto dei musei sono presenti materiali e supporti informativi specifici, come percorsi tattili o pannelli per i non vedenti), alle chiusure per incuria, sono molti i modi in cui non viene garantito l\u2019accesso ai musei ed ai luoghi della cultura. Le strutture storiche museali devono essere un\u2019aggiunta alla valorizzazione della propria collezione e non una discriminante. Non \u00e8 possibile che un Museo importante come quello di Nemi, abbia delle notevoli criticit\u00e0 strutturali, che l\u2019allestimento risulti fermo al 1988, che vi siano didascalie composte da fogli sbiaditi e strappati, posizionati a caso, che il personale del Museo non sia disposto ad aprirsi al pubblico, a comunicare con esso, che non vi siano servizi aggiuntivi importantissimi, quali &#8220;gift\/bookshop&#8221; o punti ristoro, che le aree verdi non vengano valorizzate, che tutto sia abbandonato a se stesso e che il Museo sia diventato esso stesso un relitto. Bisogna uscire dal nostro sistema autoreferenziale e recarsi all\u2019estero, confrontarsi con i colleghi degli altri musei marittimi sulle forme del \u201c<em>nuovo<\/em>\u201d. <br>Alcuni elementi, soprattutto nel Nord Europa, appaiono rilevanti. In primo luogo soprattutto il rapporto con le navi \u201c<em>vere<\/em>\u201d. I musei marittimi sono costruiti in prossimit\u00e0 dell\u2019acqua. Le navi entrano direttamente in museo, o il museo \u00e8 costruito attorno alla nave (il Vasa al Vasamuseet di Stoccolma). Le strutture espositive spesso in Italia sono riadattate, poche volte si costruisce una struttura in funzione di una determinata collezione museale: non vi \u00e8 quindi la possibilit\u00e0 di giocare in spazi ampi e modificabili con scenografie non pensabili altrimenti all\u2019interno di edifici storici.<br>Perch\u00e9 dobbiamo sempre guardare alla real\u00e0 estera come qualcosa di perfetto ma non imitabile alla nostra realt\u00e0? Come mai il Museo Vasa di Stoccolma all\u2019interno delle sue sale ha proprio un\u2019area dedicata alla comunicazione con il pubblico? Perch\u00e9 ancora i luoghi della cultura italiana sono imperniati su un rigidismo accademico che non porta da nessuna parte? Bisogna cambiare il modo di voler fare cultura. Vi \u00e8 una grande diversit\u00e0 per quanto riguarda la didattica e, per cos\u00ec dire, la capacit\u00e0 attrattiva tra i musei italiani e quelli esteri. All\u2019interno del Museo Vasa i bambini hanno spazi interamente dedicati a loro, dove poter giocare, disegnare e sperimentare nuove cose. In Italia tutto ci\u00f2 non accade quasi mai, ad eccezione del Museo Galata di Genova o del Museo delle Navi Antiche di Pisa, che offrono aule interamente dedicate alla didattica.<br>Tutto questo ci deve profondamente far riflettere.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><em>\u00a9 Copyright Infogestione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-35 wp-block-paragraph\"><strong>Coordinate di&nbsp;questa&nbsp;pagina, fonti, collegamenti  ed approfondimenti.<\/strong><br><br><em>Title\/Titolo:<\/em> Profound Archaeology\/Archeologia profonda<br><em>Section\/<em>Sezione<\/em>:<\/em> &#8220;Museums and Professions\/Musei e professioni<br><em>Author<\/em>\/<em>Autore:&nbsp;<\/em>Network Museum <br><em>Guest<\/em>\/<em>Ospite:<\/em> Lucia Foder\u00e0<br><br><em>Code<\/em>\/<em>Codice: <\/em>INMNET2505271130MAN.A1<br><em>Last update<\/em>\/<em>Ultimo aggiornamento:<\/em> 22\/09\/2025<br><em>Online publication: 6th season, 27 May 2025<\/em>\/<em>Pubblicazione in rete:&nbsp;<\/em>6\u00b0 stagione, 27\/05\/2025 <br><br><em>Intellectual property<\/em>\/<em>Propriet\u00e0 intellettuale:<\/em> INFOGESTIONE s.a.s<br><em>Content source<\/em>\/<em>Fonte contenuti:&nbsp;<\/em>INFOGESTIONE &#8211; Network Museum <br><em>Image source<\/em>\/<em>Fonte immagini:<\/em> come segnalato dalle didascalie poste in calce alle immagini<br><em>Video and multimedia content source<\/em>\/<em>Fonte video e contenuti multimediali:<\/em> &#8211;<br><br><em>Links for further insights related to the topic<\/em>\/<em>Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema:<\/em> &#8211;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei punti deboli del modo di vivere del consorzio umano sta nella estrema difficolt\u00e0 di comprendere i tempi, nell&#8217;anticiparli, nel farsi trovare preparati nei confronti di eventi, che, sovente, noi stessi provochiamo. Eppure la nostra specie ha inventato nei millenni varie attivit\u00e0 che, se solo fossero prese un poco sul serio, potrebbero aiutarci a comprendere molte cose dell&#8217;esistenza di tutti e di ciascuno. Alcune di queste sono diventate addirittura professioni, ragione d&#8217;essere di questa nostra sezione. 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