
Dalla ricerca – MSPE
SISTEMATICA MUSEALE
a cura della redazione
“Misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è”.
(Galileo Galilei, “Discorsi e dimostrazioni matematiche, intorno à due nuoue scienze attenenti alla mecanica et i movimenti locali” – 1638)
La sistematica può essere definita come la disciplina, che si occupa di classificare, ordinare e descrivere gli elementi di un sistema secondo criteri coerenti e rigorosi. In biologia, è il ramo delle scienze naturali, che studia la diversità degli esseri viventi, li nomina e li organizza in categorie gerarchiche. In senso più ampio, è qualsiasi metodo di classificazione strutturata.
Nasce formalmente con Linneo nel XVIII secolo, anche se esistevano già espressioni empiriche di classificazione degli esseri viventi molto prima di lui: Aristotele, Teofrasto, Cesalpino. Fu, però, proprio Carl von Linné (1707–1778) con il Systema Naturae (1735) ad introdurre la nomenclatura binomiale (genere + specie) ed una gerarchia ordinata (regno, classe, ordine, genere, specie). È considerato, pertanto, il fondatore della sistematica moderna, perché trasformò classificazioni frammentarie in un sistema universale e standardizzato.
Perché questo riferimento alla sistematica? Il museo contemporaneo non è soltanto un luogo di conservazione ed esposizione, ma un sistema complesso, che integra funzioni gestionali, didattiche, comunicative e sociali. La crescente necessità di rendere trasparente e misurabile l’azione museale ha portato INFOGESTIONE NETWORK MUSEUM alla ricerca di strumenti capaci di tradurre la molteplicità delle attività in funzioni, espresse da strutture, ordinate e comparabili.
Il “Metodo per una Sistematica del Processo Espositivo – MSPE” nasce come risposta a questa esigenza. È un protocollo, teorico ed operativo, che consente di individuare, classificare le funzioni museali e di valutarle secondo parametri assoluti e relativi. L’approccio sistematico permette di leggere il museo non più come somma di attività isolate, ma come un sistema unitario, in cui ogni funzione contribuisce alla configurazione complessiva.
Il MSPE si fonda su due aspetti cardine:
– identificazione e classificazione delle funzioni: le macrofunzioni del museo condotte da strutture organizzative operative (direzione, conformità, patrimonio, tecnica, ricerca, sviluppo, didattica, comunicazione, sistemi, coordinamento, amministrazione, risorse umane) vengono isolate e descritte come categorie tassonomiche. Le funzioni, alla data del presente redazionale sono state identificate in numero di 182, di cui 91 relative all’ambiente, o più propriamente all’intorno, in cui il sistema museale opera, e 91 relative all’interno del sistema museale;
– ogni funzione è sottoposta ad un processo di analisi che ne restituisce un valore riscontrato (nominale), uno proveniente dal rapporto con quello dell’intorno (relativo), uno derivante dalla comparazione di valori assoluti teorici (valore ideale). Da questa valutazione emerge uno spettro di configurazione del museo, atto a definite aspetti sistematici di ambito ed utile per individuare punti di forza, criticità e strategie di sviluppo.
Le macro funzioni sono, in realtà, composte da sotto-funzioni, definite per peculiarità gestionali e per quantità di valore coinvolto. Tra le varie retroazioni causate dall’applicazione del MSPE segnaliamo un risvolto collegato al tema del mese, ovvero alla percezione dell’intelligenza intrinseca di un museo e della sua regione d’essere, come direbbero i giuristi, in senso formale e materiale. Si possono evincere dai dati ricavati e, soprattutto, dalla modalità con cui tali risultanze vengono interpretate, aspetti molto interessanti come quelli collegati all’aspettativa del pubblico ed alla configurazione nella collettività, che una certa istituzione suscita, in generale e in ogni singolo visitatore. A proposito di pubblico: alcune funzioni restituiscono una identità del visitatore più completa e molto più espressiva di ciò che il museo sia, rispetto a quello che si voglia rappresentare. Tutto ciò, come facilmente si può evincere dal contesto, può aiutare TUTTI a comprendere l’evoluzione della ragione d’essere di un museo, superando definizioni molto lontane dalla dinamica di interazione tra sistemi culturali e destinatari della missione.
Il MSPE si propone, dunque, come strumento di ricerca e di gestione, capace di coniugare la dimensione teorica della sistematica con l’operatività quotidiana delle istituzioni culturali. In questo senso, il metodo non si limita a descrivere ed a catalogare, ma diventa guida per la pianificazione strategica, per la didattica museale e per la definizione di politiche culturali fondate su basi concrete e sulla capacità di ottenere riscontri e valutazioni su scostamenti, sulla definizione e l’implementazione di manovre di correzione.
Lo scorso anno abbiamo avviato un aggiornamento alla stesura del 2019, che prevede, tra le funzioni, quelle relative all’applicazione dell’intelligenza artificiale nei vari aspetti sia di gestione del sistema che del rapporto con l’ambiente, in cui il museo opera.

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Desideriamo, pertanto, presentare e condividere attraverso questa sezione, alcuni aspetti delle macro variabili di funzione isolate e definite dal modello MSPE, a cui dedicheremo una sezione speciale di questo sito, intitolata, appunto MSPE, atta a raccogliere anche interventi di colleghi ed istituzioni, che vogliano aiutarci ad aumentare la base di implementazione e di rilevazione di tale metodologia sistematica.
Ecco, pertanto, l’appello a Colleghi ed istituzioni museali, per una collaborazione da svilupparsi attraverso cinque fasi operative:
1. approfondimento teorico della metodologia MSPE
2. applicazione del protocollo di valutazione MSPE all’istituzione partner
3. analisi dei valori ottenuti
4. rielaborazione degli obiettivi di missione e di visione, qualora gli scostamenti rispetto alla “auto-considerazione” della struttura museale considerata e/o dei valori ideali lo richiedano
5. definizione ed implementazione (totale, parziale, sperimentale a discrezione dell’ente partner) di misure gestionali correttive in relazione ad un programma di intervento, a raggiungimento graduale di punteggi di valutazione delle funzioni considerate.
Accanto al Metodo per una Sistematica del Processo Espositivo (MSPE), INFOGESTIONE NETWORK MUSEUM ha avviato lo sviluppo del CATALOGO MUSEALE INM, concepito come strumento di osservazione e valutazione evolutiva delle istituzioni museali.
Il modello si ispira al tracciato HR dell’astrofisica, utilizzato per descrivere l’evoluzione delle stelle: così come Andromeda è identificata dal codice M31, ogni museo riceve un codice univoco di catalogo. Attraverso valutazioni periodiche, inserite nel catalogo, è possibile osservare non solo la configurazione grafica e numerica dell’ente in relazione al territorio, ma anche la sua evoluzione nel tempo, individuando i fattori interni ed esterni che più influenzano l’espressione e la missione dell’istituzione.
Il CATALOGO MUSEALE INM diventa quindi complemento del MSPE: un sistema capace di unire analisi sistematica e visione dinamica, trasformando il museo da semplice luogo di conservazione a corpo vivo, osservabile come una stella nel suo percorso evolutivo.
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Title/Titolo: Museum systematics/Sistematica museale
Section/Sezione: From Research – MSPE/Dalla ricerca – MSPE
Author/Autore: Network Museum editorial staff/ redazione di Network Museum
Guest/Ospite: –
Code/Codice: INMNET2511081500MAN
Last update/Ultimo aggiornamento: 08/11/2025
Online publication: 7th season, 08 November 2025/Pubblicazione in rete: 7° stagione, 08/11/2025
Intellectual property/Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Content source/Fonte contenuti: INFOGESTIONE – Network Museum
Image source/Fonte immagini: INFOGESTIONE – Network Museum
Video and multimedia content source/Fonte video e contenuti multimediali: –
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