NM: ISTRUZIONI PER L’USO 2


A cura della redazione di Network Museum

A cosa serve Network Museum?
Proseguiamo nella nostra descrizione sulla ragione d’essere di questa sperimentazione e su come poter fruire della stessa. Dopo l’inquadramento generale della scorsa volta, desideriamo approfondire la prima delle funzioni di NM: la condivisione e la diffusione.

La condivisione
Network Museum è un luogo dove poter liberamente proporre ed esporre contributi aventi come tema le discipline, che si interessano alle attività conservative, espositive, didattiche e di gestione e che identifichiamo come “scienze museali”, nonché gli aspetti della loro innovazione derivante dall’espressione della ricerca e della sperimentazione in seno alle stesse.
Avrete certamente notato come, sovente, nel palinsesto di NM appaiano interviste a vari attori dell’ambiente didattico espositivo. Ci siamo resi conto in questi anni che, contrariamente a quanto accade nelle altre discipline, quali quelle delle scienze naturali, della tecnologia o quelle di ambito umanistico, sociale ed economico, la produzione “scientifica” o, perlomeno, la propensione a raccontare il proprio lavoro ed a condividerlo, pensandosi parte di una comunità e riponendo fiducia nel fare sistema, per quanto concerne il settore delle scienze museali appare alquanto scarsa. Molte realtà non prendono neppure in considerazione determinate dinamiche alla base del processo scientifico, altre cercano di comunicare qualcosa delle proprie attività, confondendo, sovente, la promozione e la dimostrazione di essere attivi, per varie finalità, con le dinamiche di rete ed il lavoro condiviso. Incontrando assiduamente esponenti del comparto, invitandoli, innanzi tutto, a raccontare a NM le loro posizioni, le loro propsettive e le loro aspettative, cerchiamo di coinvolgerne altri a raccontare le proprie esperienze professionali, individuali e di ente. Pensiamo che tale frequentazione possa alimentare il desiderio di condividere temi, problemi e risultati, anche se non è detto che sia, per vari fattori, semplice o comodo farlo.

NM: un partner per raccontarsi
Forse non saranno molti ad ammetterlo, ma tanti non potranno che condividere questa nostra osservazione, ossia la percezione che molti attori del settore desiderino rompere un certo isolamento senza, però, sapere come poterlo fare e, purtroppo, se si possa disporre delle autorizzazioni a farlo. È un mondo, quello delle attività didattico-espositive, molto “ingessato”, contrariamente a quanto si possa pensare. L’analogia con il sistema universitario, basato sul binomio ricerca – didattica sembrerebbe calzare a perfezione, eppure il settore museale sembra estraneo a tale paradigma. Non è questione di organigramma, di disponibilità finanziaria o di mansionari burocraticamente determinati e determinanti, ma, anche se lo fosse, perché non fruire della collaborazione di NM per definire strategie, prassi e modalità atte a reperire quella “intelligenza di sistema”, che potrebbe essere fatta evolvere in consapevolezza di ruolo, in partecipazione tra esponenti di ambito ed in dialogo con l’intorno professionale e la collettività dei fruitori?

Una diffusione…intelligente
Le ultime righe del paragrafo precedente introducono perfettamente il terzo elemento con cui stiamo definendo l’attività di condivisione e diffusione. In particolar modo desideriamo, ora, precisare cosa intendiamo per “diffusione”. Molti tra voi avranno sicuramente fatto esperienza di un incontro con soggetti logorroici e magari un poco egocentrici. Difficoltà di inserimento nel dialogo, scarsa considerazione dell’interlocutore patologico nei nostri confronti, noia ed abbandono dell’incontro: più o meno ciò che, nel più fortunato dei casi, accade in tale frangente (se poi il patologico è vostro parente stretto e siete a casa sua per il pranzo di Natale…auguri!).
Molti musei, ed in particolare quelli che scambiano la comunicazione con la promozione, si comportano come il logorroico descritto. A definire lo stato patologico è l’assenza della funzione di ricezione ed analisi delle retroazioni provocate dalla comunicazione. Ecco perché abbiamo intitolato questo ultimo paragrafo “Una diffusione…intelligente”. Pubblicare un articolo scientifico o una esperienza didattica su rete serve a poco se non ci si attrezza per la comprensione di cosa si stia provocando. I social, anche quelli dedicati alle relazioni professionali, sono pieni di persone che, non solo non “si leggono”, ma non rispondono neppure se sollecitate. Sovente ci capita di invitare gli autori di articoli interessanti ad un rapporto dialettico con il nostro istituto, prima di giungere, persino, a proporre una collaborazione editoriale. I più non rispondono, altri si perdono per strada. Non serve essere “social network onnipresenti”, se non si è attrezzati per analizzare le interazioni con l’intorno. Network Museum si propone di condividere lo sforzo di diffusione proprio cercando di favorire, al massimo delle proprie possibilità e di concerto con l’ente interessato, la comprensione dei mezzi e degli effetti della diffusione: organizzazione, comunicazione, analisi, permanenza di rapporto, riconoscimento, condivisione e collaborazione.

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Titolo: “NM: istruzioni per l’uso 2”
Sezione: “Dalla redazione”
Autore: Network Museum
Codice: INET1904161100MAN/A2
Ultimo aggiornamento: 16/04/2019
Pubblicazione in rete: 3° edizione, 16/04/2019

Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: https://www.metmuseum.org
Fonte immagine: https://www.metmuseum.org
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Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema:
https://www.networkmuseum.com/presentazione/
NM: istruzioni per l’uso 1
NM: istruzioni per l’uso 3