NM: ISTRUZIONI PER L’USO 3


A cura della redazione di Network Museum

Da qualche tempo stiamo continuando a chiederci a cosa serva Network Museum, ovvero quale sia la finalità di una pubblicazione scientifica dedicata alle scienze museali e quali siano le modalità di fruizione della stessa.

Nel primo articolo ci siamo concentrati sulla funzione principale di NM, quale spazio messo a disposizione, per ospitare articoli scientifici e contributi provenienti da chiunque si dedichi alle scienze museali.

In quello precedente, il secondo di questa serie, ci siamo soffermati sulla naturale evoluzione di una pubblicazione nata per ospitare contributi scientifici, che trattino di didattica e di discipline museali: la condivisione e la diffusione di quanto appaia sulle sue pagine.

Questa è la volta di affrontare un ulteriore stadio del paradigma operativo di NM: l’emancipazione dei contenuti, ove possibile, in progetti ed attività concrete, ovvero in quale modo Network Museum possa essere concepito e svolgere la funzione di “incubatore”.

Dal contenuto al metodo
Network Museum è certamente un punto di osservazione privilegiato. Giungono in redazione una gran quantità di contenuti, provenienti, sempre più spesso, direttamente dalle fonti originarie. Ciò permette di considerare temi comuni sullo sfondo di una molteplicità di prospettive e di cogliere quegli argomenti particolarmente sentiti dai rispettivi ambiti di origine. Tale aspetto ci indica, sovente, la direzione verso la quale condurre ulteriori approfondimenti sia nella ricerca e nello studio di ulteriori fonti e contenuti sia nella relazione con soggetti, abituali partner o nuove relazioni, con cui condividere con maggior profondità quanto rappresentatoci.

Molti dei nostri progetti realizzati in questi ultimi anni sono stati ispirati proprio da tale prassi ed hanno visto la partecipazione di vari enti, che hanno condiviso con NM temi ed approfondimenti.

Sovente l’osservazione dell’evoluzione spontanea di una circostanza non è sufficiente per studiare con maggior precisione le dinamiche della stessa, soprattutto se viene espressa in ambiti caratterizzati da un nutrito numero di elementi ad essa coesistenti e/o con essa interagenti. Così la maggioranza dei nostri progetti propone ai partner di NM la creazione di modelli per poter catalizzare gli eventi, che si desiderino porre sotto esame, senza alienarli dal loro “habitat”. Occorre ridurre il numero di variabili aggregate riferite ad un fenomeno, ma non critiche per lo stesso, ed implementare sistemi per la sua osservazione, il suo studio e la sua “gestione”, minimizzando i costi ed i rischi di tale operazione, così come previsto dal metodo elaborato da Infogestione e denominato R.O.A.R.I, acronimo di “Ricerca Operativa sull’Analisi delle Retroazioni Indotte”.

A titolo di esempio è come se dovessimo capire ciò che accade se in uno specchio d’acqua gettassimo un sasso. Innanzi tutto dobbiamo isolare il fenomeno da osservare: vogliamo renderci conto della propagazione delle onde su di una superficie acquea, studiare le specie vegetali sommerse, l’incidenza sul fascino maschile di un nuovo taglio di bermuda, comprendere il comportamento della fauna ittica sotto una pioggia di sassi o scoprire quale sia la migliore angolazione d’impatto sulla superficie, per permettere al sasso il maggior numero di rimbalzi sul fluido? Dobbiamo, inoltre, decidere se sia meglio studiare la cosa in mare aperto, presso un lago alpino, tramite una pozza appositamente ricavata o presso lo specchio d’acqua prossimo alla battigia. Si cercherà, pertanto, di costituire un insieme di riferimenti, senza alienare il fenomeno dalla realtà originaria, affinché sia rispondente alle necessità di minor complessità e di maggior rintracciabilità degli elementi costitutivi il fenomeno stesso in tutto il suo paradigma di propagazione, per coglierne e poterne analizzare ogni elemento e comportamento, secondo il metodo scientifico sperimentale.

Dal metodo all’incubatore
La novità introdotta dal metodo R.O.A.R.I. è quindi quella di cogliere la dinamica di un fenomeno nella sua completa espressione, senza alienarlo dal suo ambiente, cercandolo di renderlo il più possibile aderente alla realtà ed “inoffensivo”. Dal punto di vista della propagazione della conoscenza e per quanto riguarda le scienze museali ciò significa, per esempio, oltre a studiare l’impatto di un layout didattico, dover obbligatoriamente verificare l’incidenza gestionale e socio economico della prassi museale a questo collegato, essendo tali aspetti componenti costitutivi ed inscindibili del processo propagatore. Si potranno, pertanto, sperimentare sistemi di gestione del processo culturale, pur con impatto ridotto per impiego di risorse ed energie, proprio per minimizzare i rischi e massimizzare le evidenze ed i risultati economici, nella loro completa autonomia gestionale, favorendo, così, la possibilità di cogliere opportunità di costituzione di modelli di gestione, di “spin off” e di “start up”.

Dall’incubatore al catalizzatore di condivisioni
Quando descritto ha portato Network Museum, in questa sua terza edizione, ad una ulteriore evoluzione della sua prassi ed a presentare sulle sue pagine, come accaduto in queste ultime settimane, programmi atti a stimolare indagini, confronti, condivisioni e sperimentazioni da condurre in collaborazione con varie entità espositive-museali. Un esempio è costituito da NM LAB e NM LAVORO. Sono “programmi catalizzatori” atti a stimolare la progettazione, la condivisione e l’implementazione di modelli e di soluzioni gestionali, secondo l’approccio R.O.A.R.I., non solo partendo dalle esigenze delle istituzioni e degli enti didattico espositivi, ma anche dalle potenzialità delle risorse umane disponibili sul mercato del lavoro e del tessuto sociale, destinatario della stessa ragione d’essere di tali entità.

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Titolo: “NM: istruzioni per l’uso 3”
Sezione: “Dalla redazione”
Autore: Network Museum
Codice: INET1908201000MAN/A2
Ultimo aggiornamento: 21/08/2019
Pubblicazione in rete: 3° edizione, 21/08/2019

Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: https://www.metmuseum.org
Fonte immagine: https://www.metmuseum.org
Fonte video e contenuti multimediali:

Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema:
https://www.networkmuseum.com/presentazione/
NM: istruzioni per l’uso 1
NM: istruzioni per l’uso 2