Sovraesposizioni museali.

Di Gian Stefano Mandrino
Qualche decennio più tardi, in contesti tecnologici ben più favorevoli, malgrado tutte le attenuanti della circostanza, il comparto museale è riuscito, proprio in questi mesi di chiusura, a portarsi in sovraesposizione mediatica, colto da uno spasmo di barocchismo comunicativo, sfociato nella banalità dei social media, che tutto appiattiscono e rendono uguale, poiché non pensati per il vantaggio dei propri fruitori non paganti, ma per tutt’altra finalità d’impresa.